Non c'è oro. Non c'è dramma. C'è solo sangue che tace e una bellezza che non chiede permesso.
Questa non è la Giuditta di Klimt, adornata e dorata, morbida e decorativa.
Questa è la mia Giuditta, spogliata d'ornamenti e piena solo di scelte. È un'eroina senza narrazione maschile.
Nessuno l'ha raccontata: si è raccontata da sola.
La testa che ha reciso non serve mostrarla.
Le basta lo sguardo. Un sopracciglio rialzato come un sigillo.
Una bocca socchiusa non per tentare, ma per affermare.
Un collo che sembra spezzato e invece è colonna: il pilastro della sua volontà.
La mia Giuditta non chiede: decidere.
Non urla: sente.
Non seduce: scuote.
E se la guardi abbastanza a lungo, ti accorgi che sei tu a nudo — non lei.