In quest'opera di grande formato (120x100 cm), realizzata con tecnica mista su tela, l'artista unisce matericità e arte fluida per raccontare la rinascita lenta ma inarrestabile della figura femminile nella storia. I materiali utilizzati — paste strutturanti, pigmenti metallici, colature e trasparenze fluide — diventano parte integrante del linguaggio visivo: la materia è qui memoria, stratificazione, ferita e rigenerazione.
La figura della donna si fonde con la terra in un abbraccio ancestrale, mentre i suoi capelli si insinuano in ogni parte del paesaggio come radici di luce, portando armonia, vita e connessione. Il gesto verticale del corpo che tocca il cielo simboleggia la tensione verso l'universale, il sacro, l'invisibile.
La mancanza di un braccio è una ferita simbolica: parla di una storia di mancanze, esclusioni e silenzi ; è una scelta formale e concettuale che esprime un'identità ancora in trasformazione. Da questa assenza si originano segni dorati, colature e incisioni che evocano la speranza e la forza resiliente del femminile.
Attraverso la fluidità dei colori e la densità materica, l'artista crea un equilibrio tra astrazione e simbolo, tra gesto istintivo e costruzione concettuale. La donna, come la terra, è in divenire: generatrice, fragile e potentemente viva.