Custode della Soglia
La mia opera si colloca all’interno di un’estetica di profonda sintesi visiva, come un ponte
che ho voluto ricreare tra Oriente e Occidente.
Ho dipinto una figura femminile in abiti sontuosi, la cui ricchezza di dettagli e motivi floreali
rimanda a ciò che per me rappresenta il “genere”: un patrimonio culturale profondo e una
tradizione millenaria. Il volto sereno della donna incarna una grazia universale, rendendola
un simbolo di saggezza ed equilibrio.
Il cuore concettuale dell'opera risiede nel vaso che la donna custodisce tra le mani.
Questo oggetto, la cui decorazione evoca la laguna veneziana, non è soltanto un
riferimento all’Occidente.
Attraverso il gesto dello scambio e del dono, il vaso oltre che merce, è stato simbolo degli
incontri, e delle integrazioni tra i popoli nel corso dei secoli.
L'atto di sostenere e proteggere questo paesaggio rappresenta la volontà di custodire la
tradizione e, al contempo favorirne l’apertura.
È proprio questa indulgenza dello sguardo — incarnata dalla figura femminile — a
suggerire una visione accogliente e inclusiva.
La mia opera è una metafora visiva dell’incontro tra due mondi: un invito a guardare oltre
l’apparenza per cogliere la profondità che accomuna i popoli.
In questo senso, il contenitore e il suo contenuto non sono solo un’immagine, ma una via
simbolica che indica l’unione tra culture.