Marco Preste concentra la propria indagine sul mistero della luce e sulla profondità dello spazio pittorico.
L'opera si manifesta come un bagliore sommerso, un nucleo pulsante al centro di una spirale cromatica che avvolge e inghiotte. Gli smalti e gli acrilici si stratificano in una composizione circolare, notturna, in cui il nero si fa grembo per accogliere bagliori turchesi e blu, quasi fossero respiri.
Non vi è una figura centrale, ma un campo energetico in continua vibrazione. Preste dipinge il momento in cui qualcosa inizia a esistere, quel barlume primordiale che precede la forma. L'opera è silenziosa, pro-
fonda, meditabonda, come un frammento di cosmo sospeso nel tempo. L'artista lavora sul limite, tra visibile e invisibile, evocando con pochi tratti un senso di quieta meraviglia. La pittura diventa così esperienza percettiva, dimensione immersiva e meditativa.