Quest’opera conclude la serie “Aurora”, nata dall’incontro tra una fotografia scattata da mia figlia a Rio de Janeiro e la mia esperienza personale di rinascita dopo una diagnosi tardiva di autismo. La figura immersa nella nebbia rappresenta il passaggio dall’incertezza alla consapevolezza. Come le aurore boreali che ho contemplato a Tromsø, la luce emerge gradualmente dall’oscurità, trasformando il paesaggio interiore in uno spazio di accettazione, speranza e nuova identità.