Avevo bisogno di trovare nel medium tutto quello che mi balenava nella mente continuamente. Come la polvere che si annida... Read More
Avevo bisogno di trovare nel medium tutto quello che mi balenava nella mente continuamente. Come la polvere che si annida sugli oggetti, delle immagini si erano annidate nella mia mente, nella memoria.
Punto di partenza? La fotografia.
La foto come supporto di sperimentazione. Ed è proprio sulla superficie fotografica che intervengo manualmente con diverse tecniche, creando quelle che io chiamo “bruciature”. C’è l’intenzione di sollevare il velo della memoria e dipanare all’interno delle ferite del tempo, nelle quali l’immagine “brucia”. Queste nove foto fanno parte di un corpus più ampio, che ho deciso di legare tra di loro per esprimere al meglio il concetto di assenza-presenza. Un archivio di immagini e istantanee di luoghi a me cari, nei quali l’assenza viene animata dallo sguardo in una presenza. La ferita del tempo “in sospensione” rivela ciò che la presenza nasconde.