Quest'opera vuole essere un viaggio fra passato e presente ,fra misticismo sacro e profano, dell'archetipo di Lilith la prima moglie di Adamo, venuta prima di Eva e non creta dalla sua costola, ma modellata con terra alla pari di Adamo, ciò a immagine e somiglianza di Dio. Lilith non volendosi inchinare alla volontà di Adamo venne cacciata del giardino dell'Eden cadendo nel mas Rosso, la natura la riconobbe come Dea e accoppiandosi con lei partorì degli esseri mitologici per questo motivo ho voluto rappresentare le donne sotto forma di esseri acquatici dalle diverse forme colori e dimensioni.
Un inno a tutte le donne libere che ogni giorno devono navigare in un mare scuro, profondo e turbolento, sempre pieno di imprevisti, violenze e etichette ma soprattutto di non riconoscere la vera luce delle donne e della loro libertà di pensiero ed espressione di se stesse.
Ho scelto di dare al quadro il titolo Riflessi, perché fin dall'antichità fino alla società odierna si continua ad avere un pensiero patriarcale obsoleto e purtroppo la donna è ancora un riflesso culturale maschilista e cosi non può brillare di luce propria.
All'interno del quadro, si trovano molti piccoli dettagli, come delle graffette attaccate alla pelle che servivano a tenere attaccato la codifica del materiale come le diverse espressioni non brillanti che molte volte vengono date alle donne, perché esprimono semplicemente la loro naturale libertà di essere.
E' un opera da scoprire un po' per volta, per questo motivo ho deciso di usare la pelle riciclata come elemento legante fra il significato del quadro e il materiale usato.
Riflessi non vuole essere un opera di sola tecnica le "imperfezioni" sono volute come rifiuto ad una precisione sterile, è un quadro non solo da guardare e farsi travolgere da un vortice di sentimenti, emozioni e pensieri ma anche da toccare, perché partendo dalla angolo inferiore destro e proseguendo verso l'aspirale nella parte alto la materia si infittisce la pelle diventa meno morbida quasi graffiante al tatto come le gocce di un mare in burrasca che si scagliano contro il viso.
Mauro Rossi in arte Maudellari