Giuseppe Tartaglione, classe '54, si definisce più un artigiano che un artista.Nasce a Marcianise, il 13 luglio. La predisposizione alla manualità è evidente fin da bambino. Esprime la sua giovinezza come ceramista e decoratore, fondatore dell'associazione Giovanni Maria da Capua....
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Giuseppe Tartaglione, classe '54, si definisce più un artigiano che un artista.
Nasce a Marcianise, il 13 luglio. La predisposizione alla manualità è evidente fin da bambino. Esprime la sua giovinezza come ceramista e decoratore, fondatore dell'associazione Giovanni Maria da Capua. È proprio a Marcianise che nel '92 organizza una mostra collettiva di ceramica, "L'arte dei ceramisti", ospitando esponenti di fama nazionale tra cui Andrea Celano. Di lì a poco lascia il Paese inaugurando un ventennio da nomade artista. In giro per l'Europa si lascia ispirare dai materiali dei luoghi che visita. Ed è a Naxos, in Grecia, che le sue mani incontrano il Pourí, una pietra arenaria tipica delle Cicladi, e il famoso marmo zuccherino di Naxos, da cui prendono forma sculture antropomorfe ispirate agli idoli delle isole Cicladi del periodo neolitico. Trascorre più di quattro anni in Ellenica per poi saltare in Spagna e da qui diretto a Rostock, al J.A.Z. cafe' (Jugenda Alternativ Zentrum), snodo culturale di artisti provenienti da tutto il mondo, divenendo un esponente della corrente artistica "La nuova pittura selvaggia tedesca", risposta europea all'espressionismo astratto americano. Siviglia, Cadice e Anversa sono altri siti che ancora oggi conservano sculture, pitture e mosaici donate dall'artista.
Negli anni duemila, avvertendo il richiamo della madre patria, fa ritorno alla sua città nativa. Recentemente si trova impegnato in più progetti insieme a un collettivo di giovani artisti del territorio, creando e portando all'attenzione del Paese performance di natura estemporanea, dal body painting a spettacoli teatrali intrisi di poliedricità, senza mai abbandonare la scultura.