Fabio Scrivanti sta cercando di definire se stesso, la partecipazione a questo concorso nasce dalla necessità di conoscere meglio le possibilità espressive del mio corpo, sostanzialmente per rispondere alla domanda ‘chi sono?’. Certo può sembrare un atteggiamento un po’ presuntuoso...
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Fabio Scrivanti sta cercando di definire se stesso, la partecipazione a questo concorso nasce dalla necessità di conoscere meglio le possibilità espressive del mio corpo, sostanzialmente per rispondere alla domanda ‘chi sono?’. Certo può sembrare un atteggiamento un po’ presuntuoso ma, sentendo la necessità di essere sincero, rivelerò che durante la crescita ho sempre cercato di imitare modi e movenze di persone che ritenevo se non migliori di me, almeno abbastanza importanti da lasciarmi qualcosa. Da qui l’incapacità di riconoscere nei miei modi (inteso nel senso più generale possibile) e maniere qualcosa che possa essenzialmente chiamare Mio. La (spero accetterete il termine, ammettendo un po’ di serena remissività) destrutturazione dell’io mi ha approcciato a diversissime discipline, passatempi, hobby, quasi affamato dalla volontà di ricompormi in quel tutto ma con un atteggiamento, d’altro canto, molto superficiale. Ecco quindi una presa di coscienza: la responsabilizzazione, che prevede che ogni compito sia portato a termine ma anche il capire l’importanza dello scegliere e conoscerne o quanto meno immaginare le conseguenze. Comprendo che un dossier biografico debba contenere delle informazioni conoscitive ritenute in un certo qual modo essenziale, per intenderci le esperienze che più hanno segnato il percorso formativo di un individuo; ritengo tuttavia che apprendere le inclinazioni, le tendenze, il carattere, attraverso una mera esposizione di stralci di vita vissuta, non permetta al lettore di comprendere l’effettiva portata delle emozioni, sentimenti, avvertite in date circostanze. Non nego che esprimere l’immensa sensazione di grazia e inquietudine che ho provato nell’ammirare Guernica di Picasso, renda una particolare idea della mia persona ma, sarebbe quanto mai improprio, presumere che la portata di tali stati d’animo possa essere identicamente compresa da ogni individuo, cui deriva la naturale differenza di predisposizione nel rapporto sociale.Detto ciò è in qualunque caso pur giusto che si getti almeno uno schizzo sul passato di una persona, tanto per farsi un’idea. La mia formazione primaria è stata di tipo scientifico, di questa apprezzo da sempre la schiattante logica funzionale ma in essa ho sempre visto una bellezza quasi auratica che sfondava il comparto logico, aprendosi alla strada della creatività, dell’inventiva. Così ho scelto di intraprendere la via dello studio dell’arte (anch’essa intesa nella sua accezione più generale) dove ha avuto inizio un lungo percorso, ancora in atto, di cambiamento e crescita dovuto a tanto sforzo personale di autocritica, ad un intenso periodo lavorativo, meravigliosi viaggi in Europa, l’incontro con splendide persone e l’approccio più attento e consapevole alle materie di studio. Il turbine dei ricordi riaffiora nel momento stesso in cui scrivo queste parole, scorrono le immagini di volti, luoghi, momenti che ho vissuto e di questi, se chiudo gli occhi per un istante, risento le sensazioni provate risalirmi lungo il corpo, un solletico profondissimo da generare un semplice sussulto ed un sincero sorriso sul viso. Spero che le poche righe scritte diano al lettore modo di comprendere il lavoro che ho prodotto, esso è manifestazione delle mie idee, della mia posizione nel mondo, del mio esistere in quanto uomo, spero sia l’opera a parlare di me più di quanto sappia fare io.Fabio Scrivanti