Manuel Quintiero, artista autodidatta di origine argentina, nasce a Salerno nel 1985. Figlio d’arte, con un padre scenografo e pittore e una madre poetessa e circense (ex trapezista del circo), sviluppa una forte passione per l’arte fin da piccolo. A soli 9 anni, disegnava per il padre in alcuni dei suoi lavori scenografici.
Esordisce all’età di 14 anni con una prima personale dal titolo “Life Around Me”, ispirata da uno dei quartieri che lo ha adottato. L’intera collezione di opere in olio e acrilico su tela viene acquistata da un gallerista salernitano. Nel 2000, appena compiuti i quindici anni, realizza per la chiesa della Madonna del Rosario il mosaico intitolato “Gesù battezzato”.
Alla ricerca permanente di nuovi stimoli, Manuel inizia a utilizzare oggetti d’uso comune per dar vita alle sue prime installazioni e sculture, ispirato dalla cruda realtà quotidiana. Nelle sue opere cerca un contatto diretto con lo spettatore, trasmettendo riflessioni e pensieri profondi. La sua passione per l’arte contemporanea si sviluppa impetuosamente, portandolo a esplorare l’invisibile realtà che ci circonda e a diventare portavoce dei conflitti socio-politici attuali. Si trasforma così in un “bastian contrario” dell’arte concettuale, con il motto “Vita sine proposito vaga est” (la vita senza una meta è vagabondaggio).
Manuel riesce a catturare l’attenzione del pubblico con le sue opere, come dimostrano le esposizioni alla “Common Fest” di Salerno nel 2010 e alla collettiva “Buon giorno disse il metronotte” a Torino nel 2011. Nel 2012, l’artista Carmine Calvanese, colpito dal suo lavoro, lo invita alla collettiva privata “Via col Vento” presso il Museo Arte Bambina di Vittorio Veneto (TV), dove presenta l’opera “Memories”. Questa diventa subito manifesto della sua poetica: un braccio in porcellana grezza bianca che fuoriesce da una valigia in pelle, afferrando e trattenendo i suoi ricordi rappresentati da un phon ricoperto di piume nere.
Nel giugno 2012, espone nella struttura comunale di Salerno ex Salid, riscuotendo grande interesse e vincendo il Premio Creatività. Ad ottobre dello stesso anno, espone a Castel Dell’Ovo a Napoli con l’opera “With my own two hands”. Nel novembre 2012, espone a villa Wasserman a Giavera del Montello (TV).
Nel 2013, partecipa all’Arsenale di Venezia, nella sede ufficiale della Biennale, con un installazione provocatoria e di forte impatto rappresentando se stesso deperito agli stremi della fame ai piedi di un tavolo sospeso. Nel 2014, presenta due personali: una nello spazio di un collettivo di designer e l’altra presso il Museo del Falso di Salerno, intitolata “Dinner Strike”. Nello stesso anno, progetta l’opera pubblica “Il macina nuvole” per la nuova piazza di Salerno. Nel 2015, partecipa all’Expo di Milano con il progetto “Cielo d’Italia” e all’International Art Expo di Bogotà. Con l’opera “Ecce Homo” presso il Museo di Almeria in Spagna, rappresenta l’immagine dell’uomo “come Dio l’ha creata”, a propria immagine e somiglianza. Tre interpretazioni che racchiudono la forza dell’essere con e senza coscienza. La prima interpretazione rappresenta un uomo che vive secondo gli istinti naturali; la seconda riflette l’avidità e il potere che consumano la natura; la terza esplora l’arrivo di un evento innaturale che altera il destino umano.
Le sue opere sono state pubblicate su riviste d’arte come JULIET Art Magazine. Sempre nel 2015, conosce Ernesto Esposito, noto collezionista partenopeo con una collezione che include opere di Andy Warhol e Michelangelo Pistoletto. In questa occasione, Manuel crea l’opera “Untouchable”. Tuttavia, afflitto da un evento devastante, decide di allontanarsi dal mondo dell’arte, distruggendo quasi tutte le sue opere. “Gli uomini erano pessimi soggetti e, poiché non sapeva come correggerli, Dio decise saggiamente di distruggerli. Questa è la sola idea illuminata ed elevata che la Bibbia gli attribuisca, e la sua reputazione sarebbe stata garantita per l’eternità se soltanto egli avesse saputo rimanervi fedele e attuarla. L’uomo sente l’urgenza tanto di creare quanto di distruggere.” Questo gesto estremo sovrasta e stravolge ogni etica e appartenenza materiale.
Periodo di Pausa e Ritorno
Dopo un lungo periodo di pausa, Manuel ritorna sulla scena artistica con nuove tecniche ispirate alla serigrafia. Durante questo periodo di riflessione, scopre di essere daltonico, una rivelazione che trasforma profondamente il suo approccio all’arte. Sperimenta con nuove forme e luci, basate sulla sua visione unica del mondo. Le sue opere acquisiscono una nuova dimensione, esplorando la percezione dei colori e la loro interazione, offrendo al pubblico una prospettiva distopica e affascinante.
Tecnica Artistica
Manuel Quintiero utilizza una varietà di tecniche artistiche per esprimere la sua visione unica. Predilige l’uso di olio e acrilico su tela per le sue opere pittoriche, creando texture ricche e profondità attraverso strati sovrapposti di colore. Nelle sue installazioni e sculture, Manuel impiega oggetti d’uso comune, trasformandoli in opere d’arte che riflettono la cruda realtà quotidiana. La sua tecnica mista combina materiali tradizionali e non convenzionali, come porcellana grezza, pelle e piume e/o indumenti per creare pezzi che evocano emozioni e stimolano la riflessione. Ogni opera è un dialogo aperto con lo spettatore, invitandolo a esplorare temi complessi e spesso dolorosi della società contemporanea.