Fedhan Omar (1932–2018)
Nazionalità: Libanese • Luogo di nascita: Mascita Hassan (Libano)
Città di adozione: Catanzaro (Calabria, Italia)
Formazione e primi anni in Italia
Nato il 15 ottobre 1932 nel nord del Libano, Omar si trasferì a Roma nel 1957, dove studiò pittura e storia dell'arte all'Accademia di Belle Arti, diplomandosi attorno al 1961 sotto la guida di maestri come Gentilini, Afro e Maccari .
Tra Roma e la Calabria
Nel 1968 si stabilì in Calabria, dove instaurò durature amicizie con artisti come Mario Schifano e Mimmo Rotella, influenzando e condividendo spazi artistici locali e nazionali . Insegnò pittura contribuendo alla formazione di generazioni successive di artisti.
Evoluzione artistica: dalla figurazione all'“Eclettismo Frattale”
La sua opera si sviluppò da una figurazione naturalistica verso un astrattismo carico di energia gestuale, con richiami all'Action Painting. Intorno al 2000 teorizzò il proprio linguaggio personale, l'“Eclettismo Frattale”: una filosofia pittorica caratterizzata dalla complessificazione del pensiero creativo, che rompe e ricompone forme, colori e significati per aprire nuovi orizzonti espressivi .
Espressione artistica e spiritualità
Le opere di Omar sono attraversate da una profonda tensione tra materia e luce, spiritualità e memoria. La pittura diventa un'esperienza contemplativa e filosofica, fondata su studi di psicologia (Jung, Freud, Adler) e riflessioni sulla scienza contemporanea (Prigogine
Mostre e riconoscimenti
Le opere di Fedhan Omar sono state esposte in numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero, ricevendo apprezzamenti da pubblico e critica. Il suo lavoro è stato selezionato in premi d'arte contemporanea e incluso in progetti culturali di rilievo. Nel corso degli anni, ha ricevuto riconoscimenti per l'originalità del suo linguaggio pittorico e per la forza visionaria della sua ricerca, distinguendosi per coerenza, profondità e innovazione.
Persona oltre l'artista
Figura colta e discreta, Omar era noto per il suo fascino raffinato, la sua cortesia e una compagnia mai invadente. Amava il dialogo, la convivialità sobria, ma manteneva sempre un distacco intellettuale: l'arte era la sua unica vera passione . Morì nel luglio 2018 a 85 anni, dopo una lunga malattia, lasciando un'eredità artistica che alcuni hanno definito “inesauribile” .