BIOGRAFIA
SIMONE MASETTO MAGHE 6 Ottobre 1981 Portogruaro-Venezia
Nasce a Portogruaro, città natia di Luigi Russolo inventore visionario degli “Intonarumori” e
firmatario del manifesto futurista con Marinetti, Balla, Boccioni, Carrà e Severini.
Maghe figlio degli anni ‘80 e godendo di una connaturata influenza pop futurista, avvia di fatto una
propria ricerca artistica già dalla scuola media, grazie all'artista, nonché suo insegnante di
educazione artistica, Giovanni Pope Galli, importante esponente della pittura analitica italiana tra
gli anni 60 e 70, che lo invita ad iscriversi ad una scuola d'arte ad indirizzo professionale.
Dopo aver conseguito il diploma di maestro d'arti tessili a Venezia, dal 2002 al 2007 coordina un
laboratorio di decorazione e stampa tessile all’interno di una cooperativa sociale che ha lo scopo di
reintegrare nei vari ambiti lavorativi e sociali persone con gravi difficoltà cognitive e precedenti
penali. In questi anni produce parallelamente per il negozio Magma di Milano una serie limitata di
cuscini e borse di tessuto stampato a mano e dipinge numerosi quadri che rappresentano con gusto
“Pop” oggetti di casa, elettrodomestici, abbigliamento, automobili e moto, logorati dal loro uso
quotidiano. Maghe rappresenta questi soggetti spinto dalla curiosità di conoscere come sono
costruiti, come funzionano, chi li ha posseduti, usati, rotti, abbandonati, o dimenticati.
Maghe instaura così con gli oggetti che talvolta trova durante i suoi tragitti quotidiani in studio, un
dialogo vitale che funge da transfert emotivo, per raccontare se stesso attraverso un filtro
didascalico e di rappresentazione dettagliata degli elementi che compongono questi oggetti al fine
di comprendere la propria identità.
Trasferitosi definitivamente nel capoluogo lombardo nel 2008, Maghe conosce alcuni artisti e
personaggi alternativi nel panorama della moda e dello spettacolo, ma non è attratto
significativamente da questi ambienti che definisce superficiali e si dedica esclusivamente al suo
lavoro sociale di cameriere e alla propria pittura dove produce per diversi anni dipinti astratti molto
grandi, colorati e di gusto "urban"denominati "Megatubi" i quali rappresentano in modo grafico e
complesso il senso caotico, frenetico e disorientante del vivere nel flusso inarrestabile delle "public
relation" e dei nuovi "social network" in una densa e sconosciuta Milano che cresce rapidamente si
trasforma e consuma.
Dopo aver trascorso un periodo come batterista in un power rock trio e cercato opportunità
lavorative nella pubblicità, Maghe che si sente consumato da questo stile di vita e incerto di uno
scopo e di una direzione nella propria esistenza, cerca di recuperare il tempo perso e decide di
iscriversi all'Accademia di Belle Arti di Brera, diplomandosi nel 2015 in Pittura alla cattedra dei
Maestri Nicola Salvatore, Omar Galliani e dello storico Andrea del Guercio molto attento al
significato e al valore dell’Arte Sacra Contemporanea.
Dal 2014 al 2017 lavora come commesso presso lo storico colorificio e prodotti per belle arti Walter
Pellegrini, ma nell'anno successivo si trasferisce in Toscana per proseguire gli studi artistici presso
la città di Firenze.
Dal 2012 sino al 2018 Maghe attinge ispirazione dalle sue passioni segrete come le scienze
astronomiche e le collezioni di minerali e gemme svolte sin dalle scuole medie; dotto della sua
formazione tessile, in questo periodo conduce una ricerca fondata sui valori estetici e le potenzialità
espressive del velluto nell’Arte Contemporanea trasfigurando così il nobile tessuto dalle peculiarità
precipue in un territorio di indagine senza tempo dove micro e macro cosmo coesistono nella
dimensione pittorica mediante gesti alchemici. Egli racconta:
“Il velluto diventa una tela infinita un luogo sconfinato e pacifico dove esprimere la mia umanità.
Quando trovo quello giusto mi piace osservarlo da vicino con la lente contafili, studiandone il tatto
e la lucentezza, colgo sempre con certo stupore i segni che lasciano le mie dita in superficie mentre
lo preparo sul telaio; lo accarezzo, lo sfioro delicatamente e talvolta lo inizio a lavorare ancora
ripiegato su se stesso con candeggina e acrilici, ossidi e combustioni alla volta di un nuovo Big
Bang immaginario!”
Maghe, che vive ormai stabilmente in Toscana, è ispirato nuovamente dalla morbidezza e dalle
cromie di un memorabile paesaggio, quello dei Colli Fiorentini e delle Colline del Chianti, i quali ai
suoi occhi assomigliano a un fluttuante e sconfinato tessuto di velluto verde cangiante, vedute
altrettanto memorabili impresse dai più importanti maestri pittori rinascimentali che hanno colto la
poetica dei questo immenso paesaggio sempre nuovo e vivo. Qui la sua pittura su velluto si connota
di elementi naturali, quali alberi, piante, foglie, fiori e insetti, simboli attraverso i quali scrutare gli
aspetti contemplativi sul significato e sulla valenza della vita terrena ai limiti del misticismo.
Ben presto inizia a collaborare con alcune aziende fiorentine molto attente alle tendenze di fusione
tra arte, moda, interior design e pelletteria artigianale utilizzando lo pseudonimo di
"Vellutoitaliano". Egli dichiara:
“Ho voluto chiamare così la mia recente ricerca artistica perché sono sempre stato attratto dal
lavoro manuale e creativo con particolare attenzione all’artigianato artistico italiano.
Vellutoitaliano non è solo un nome ma un omaggio al blasonato Made in Italy ricco di storia e di
persone innamorate del proprio mestiere. Come mio padre, figlio di contadini e operaio saldatore
da tutta la vita, mi ha saputo trasmettere generosamente l’esperienza e la passione di costruire
qualsiasi cosa con le mie mani partendo semplicemente dal disegno, totalmente immersi nella
presenza e nel Qui e Ora.”
Negli anni successivi al 2019, Maghe, ormai lontano dalla frenesia metropolitana, lavora come
formatore per la storica fonderia artistica fiorentina Artù di Salmista Gaetano e in seguito come
agricoltore trattorista per l'antica fattoria Ricasoli Firidolfi nel Chianti, che produce olio, vino e
ortaggi. In questi anni si dedica prevalentemente all'osservazione della campagna toscana e della
vegetazione che circonda il luogo in cui vive, producendo acquerelli e dipinti paesaggistici che
determinano una ricerca volta alla creazione di opere murali di grandi dimensioni denominati "Tutto
è Uno" per celebrare la volontà di vivere nella pacifica contemplazione dei cicli della natura e nel
rispetto di se stessi e dei propri valori