Monica
Marioni
è un’artista italiana che svolge da anni una ricerca sulla psicologia e le
nevrosi dell’individuo contemporaneo; L’intenzione è rendere visibile ciò che
quotidianamente viene seppellito nell’inconscio, ponendo l'osservatore nella
posizione di interprete psicoanalitico di sè
stesso e della società. Con questo approccio da anni indaga e rappresenta gli
indugi, le manchevolezze, le capacità o le incapacità, le vie e i modi di
compromesso, l’assunzione o la non assunzione dei rischi e delle responsabilità
della vita.
Nasce
a Conegliano Veneto (TV) nel 1972. Viaggia molto fin da bambina, visitando
moltissimi paesi e siti anche remoti, al seguito della madre Nel suo percorso
formativo fondamentali la laurea in scienze statistiche e gli anni passati
all'interno di un grande gruppo industriale, più dell’ esperienza in istituto
d'arte, durata solo due anni. Nutre un forte legame con i materiali e questo si
traduce nella densa matericita'
delle opere, astratte prima, via via più figurative in seguito. Marioni
considera i diversi media artistici come pennelli diversi, ognuno adatto a
veicolare ora una sfumatura, ora un’altra.
Monica Marioni
fa dell’arte una professione a seguito di un fondamentale incontro con Antonina
Zaru,
gallerista, mecenate, già amica e complice di artisti di fama internazionale
come come
Nam June
Paik,
Luca Pignatelli, Giovanni Frangi, Velasco, Salvatore Garau. E’ lei a
riconoscere per prima il potenziale dell’artista, spingendola a muovere i primi
passi partendo da Napoli, con una collettiva a palazzo Crispi.
Negli
ultimi anni ha posto il pubblico di fronte ai propri incubi (IO SONO - 2012),
sogni (NINFE - 2011 ; REBUS – 2014), bisogni e desideri (FAME! 2015). E più nel
profondo, vis a vis con le proprie inquietudini ed inadeguatezze nei confronti
della società (LE UMANE PAURE - 2017), fino al vortice a volte distruttivo
delle relazioni interpersonali (#LASCIAMIANDARE - 2022), particolarmente in relazione alle
situazioni di difficoltà delle donne ( LIBERA – 2024).
Ogni
progetto è un unicum per tecnica e soggetti, in un’ottica sinestetica che
individua per ogni tematica uno specifico pennello, sia esso pittorico,
performativo, video o installativo.
Nel suo lavoro l’artista fa il punto sul nostro rapporto con il nudo, il peso,
i numeri ed il bisogno di controllo ad essi collegato, il voyeurismo,
l'esibizionismo e quant’altro ci identifica e pur non siamo abituati a guardare
direttamente in faccia, come invece l’artista ci costringe epifanicamente a
fare.
Innamorata
del proprio paese, oggi vive e lavora a Milano, dove ha organizzato il suo
lavoro nella factory
MOMA, e procede in un percorso espositivo istituzionale, rigorosamente a
dimensione nazionale.