Adriana Luperto è nata a Cavallino, un piccolo comune vicino Lecce, l’8 dicembre 1963. Disegna e dipinge da quando aveva 11 anni, aiutata a coltivare la passione per l’arte dalla sua insegnante di educazione artistica della scuola media con la...
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Adriana Luperto è nata a Cavallino, un piccolo comune vicino Lecce, l’8 dicembre 1963. Disegna e dipinge da quando aveva 11 anni, aiutata a coltivare la passione per l’arte dalla sua insegnante di educazione artistica della scuola media con la quale sperimenta tecniche diverse, lavorando sia su pannelli di grande dimensione, tipo murales, che l’insegnante le faceva fare sfruttando le pareti della palestra della scuola, sia su carta in formati diversi, imparando anche tecniche di precisione come il disegno a china. A 13 anni vince il suo primo premio, Monumenti della Puglia, con disegni a china e acquarello che usa per raccontare la sua terra.Diplomatasi a Lecce all’Istituto tecnico, dai 18 ai 21 anni lavora come disegnatrice presso uno studio professionale di architettura. A 21 anni si trasferisce a Milano, dove continua a coltivare la passione per la pittura e per il disegno. Nel 1989 durante un viaggio in Cina, si ferma un mese a Shanghai e prende lezioni da un maestro locale, con il quale studia e esplora la tecnica tradizionale dell’acquerello su carta di riso.All’inizio degli anni Novanta lavora con continuità a scenografie, murales e allestimenti per la discoteca Morandi di Lugano.Dal 2000 cura diverse personali a Milano, cercando per le sue opere luoghi estranei ai circuiti espositivi: cortili di abitazioni, bar, locali notturni. Interessante la produzione Lamiere, una serie di pastelli a cera sui fogli del Moleskine, montati su lamiere d’acciaio di medie dimensioni, esposte nel cortile di via Rutilia 23 a Milano durante una delle serate delle Vicine per caso (2005).Nel 2005 collabora con la cantautrice Pia Tuccitto illustrando il booklet del suo cd, Un segreto che. Sempre nel 2005 espone a Bologna: l’occasione per portare le sue tele in terra emiliana è la manifestazione Video Freccia, seguita dalla mostra di tele su acrilico e acquerelli su carta di riso al bar MaKìa (novembre 2005).Nel 2007 partecipa nell’ambito della Biennale di Venezia a 13×17 Padiglione Italia, iniziativa curata da Philippe Daverio e Jean Blanchaert (AA.VV., 13×17, 1000 artisti per un’indagine eccentrica sull’arte in Italia, catalogo Rizzoli).Nel 2009 espone a Milano - una serie di acrilici su tela nella mostra dal titolo di là, con Antonella De Simone, presso lo storico locale Cicip Ciciap - e a Lecce alla galleria Cortenumero9, con opere di grande formato - acrilici su pannelli in mdf o compensato – in cui indaga temi per lei cari: l’alienazione, la solitudine, le periferie urbane, la condizione dei diversi, la società liquida.Tra il 2014 e il 2016 lavora a un ciclo di acrilici su pannelli in mdf e multistrato, sempre di grande formato, dal titolo La solitudine dell’amore, di cui la casa editrice VandAepublisher pubblica il catalogo nel 2017 (prefazione di Rory Cappelli de La Repubblica).Dal 2016 vive tra Lecce e Firenze e dopo aver lavorato in diversi campi - dal mondo audio e luci per lo spettacolo, a quello della rappresentanza di oggetti i design a quello della ristorazione, per citare i principali - decide di dedicarsi completamente all’arte. Nel dicembre 2017 espone presso la Libreria Bocca, all’interno della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, una produzione di piccole opere dedicata alla città meneghina dal titolo Milano nei miei occhi, di cui la VandAepublisher ha edito il catalogo a cura di Vera Agosti.Nell’aprile 2018 espone presso la Tethys Gallery di Firenze una serie di dipinti ispirati al mare e alla sua terra, il Salento, dal titolo Preferisco il rumore del mare; opere che costituiscono il nucleo iniziale di un progetto in corso, un viaggio attraverso città, porti, darsene, spiagge e derive, portando e raccogliendo il mare, contaminando esperienze, colori, emozioni. Nel giugno 2018 torna nella città dove ha vissuto e lavorato, Lugano, scegliendo di nuovo un luogo al di fuori dei circuiti ufficiali: nelle sale dell’Osteria Ronchetto propone un percorso tra opere degli ultimi due anni, da milano al mare.Nel novembre 2018 a Firenze, ospite presso l’atelier fiorentino qèc, propone Fuori una serie di opere dedicate alla condizione umana nelle città e nelle periferie: solitudine e diversità interpretate attraverso tecniche diverse, dagli acrilici di grande formato su mdf ai delicati acquerelli su carta di riso.