Come microbiologo, ho ricevuto una formazione scientifica e successivamente ho lavorato per oltre 20 anni nel management ambientale e sanitario in posizioni di leadership. Nel 2019 ho deciso di lasciare tutte le attività manageriali per intraprendere un nuovo percorso. Nel dicembre 2022, ho riscoperto un interesse che coltivavo fin da giovane: l’arte, e in particolare la pittura. Ho iniziato a dipingere e ben presto ho capito che questa era la via ideale per esprimere i miei pensieri. Ogni mio quadro affronta un tema specifico. Cerco poi, attraverso una tecnica pittorica adeguata, di dare espressione all’immagine e dunque ai miei pensieri e emozioni.
Come scienziato, nella mia vita mi sono occupato di leggi naturali e principi scientifici. Il secondo principio della termodinamica, così come l’entropia e l’entalpia, sono stati miei costanti compagni. Ogni processo che avviene in natura si basa su queste leggi. Tutta la vita sulla terra è governata da esse. Attraverso queste riflessioni mi sono avvicinato alla teoria del caos (senza caos non esiste vita, il caos fa parte della nostra esistenza; la fine del caos, per il corpo biologico, equivale alla morte e quindi al suo stato energetico ideale), e ora cerco di integrare i suoi principi nelle mie opere. Il caos è una forza invisibile che influenza molti processi, incluso il nostro pensiero. I processi, infatti, non si sviluppano mai in modo lineare, né in natura né nel nostro pensiero, ma seguono una dinamica complessa. Questo approccio è anche la base della teoria del caos.
Unisco questi concetti a temi che riguardano l’attuale evoluzione della società. Negli ultimi mesi sono nate così opere in cui ho cercato di rappresentare movimento e dinamica. In questo percorso, ho sviluppato una mia personale tecnica di trasferimento del colore, che ho chiamato Couleurage.
Da questa ricerca è nato il Chaosismus – una forma di ChaosArt che non considera il caos come disturbo, ma come origine di ogni trasformazione. Nei miei lavori il caos entra come partner creativo: attraverso sovrapposizioni, frammentazioni e casualità controllata si materializzano volti, corpi e simboli. Ogni opera diventa così un atto di emergenza vitale: dall’apparente disordine prende forma una nuova possibilità di ordine.
Intendo proseguire su questa strada, cercando di comprendere sempre meglio l’essenza del caos in combinazione con elementi scientifici, per poterla rappresentare in modo più chiaro nelle mie opere artistiche.