Daniel Duraccio classe 1980, da adolescente,alla meta' degli anni '90 si avvicina al mondo dei graffiti e alla cultura hip-hop.Dopo gli studi scientifici,nel 2002 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze,sezione pittura. Qui inizia a dipingere le prime tele,la...
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Daniel Duraccio classe 1980, da adolescente,alla meta' degli anni '90 si avvicina al mondo dei graffiti e alla cultura hip-hop.
Dopo gli studi scientifici,nel 2002 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze,sezione pittura. Qui inizia a dipingere le prime tele,la ricerca è incentrata su una pittura informale, ai tempi non vi era traccia della materia. L'incontro avviene casualmente nel 2011 e da li in poi lo studio si concentrera' su quest'ultima.
Nel corso degli anni sperimenta i materiali piu' disparati,passando dal gesso alle pietre,dalla sabbia agli smalti industriali,dall ovatta al cotone,fino a giungere alla sua magnesia,elemento principe di questi lavori,che presenta in anteprima a questo concorso. La sequenza chiave di nero,bianco,rosso accompagna la sua storia,con variazioni e aggiunte occasionali quali il giallo,il blu,l'argento e l'oro.
Il colore è il Pneuma.
La totalita' della sua Opera è incentrata sulla trasformazione della materia,dalle rughe alle bolle dalle tele 'ammaccate' ai buchi,si parte pero' sempre da una superficie piana,che attraverso molteplici stadi prende forma. Decide quindi di denominare il suo intero lavoro 'Morfogenesi',creazione della forma appunto.
La ricerca è l'Arte della trasformazione,attraverso mutamenti della materia,dallo stato grezzo,non raffinato,alla forma perfetta e purificata.
Questo non è nient'altro che una metafora,poichè vi è un'indissolubile legame tra materia,anima e spirito.
Si sedes non is.
Duraccio Daniel