Nasce a Milano nel 1977, oggi vive e lavora a Roma.
Dopo un’adolescenza artistica caratterizzata dalla necessità di rappresentare soggetti quasi esclusivamente femminili attraverso la pittura a olio, Fabrizio Bonato, maturata l’esigenza di superare i vincoli imposti dagli ordinari modelli figurativi, inizia a ricercare un linguaggio a lui più congeniale, attraverso il quale riuscire a dar voce, forma e struttura alle proprie necessità espressive e creative.
Si tratta di un linguaggio composto di frammenti e di contrasti che permette all’artista, attraverso la disgregazione delle forme significanti, di trasformare l’energia in materia.
La ricerca artistica di Fabrizio Bonato si concentra, quindi, sull’arte materica, attraverso un linguaggio astratto e intenso, in cui il cemento è l’assoluto protagonista, in quanto racchiude al contempo in sé il senso della costruzione e della distruzione, della solidità e della vulnerabilità, ma soprattutto della progressione della materia nel tempo, soddisfacendo così la poetica dell’autore.
Il cemento, infatti, caratterizzato dal continuo, progressivo consolidamento anche dopo il suo utilizzo sulla tela, consente all’artista di far sì che l’opera possa vivere autonomamente anche dopo il suo distacco dall’autore, trasformandosi incessantemente.
Cemento che l’artista, nel periodo più recente, declina anche attraverso l’utilizzo di materiali plastici e dell’alluminio, mescolandoli tra loro sino a fonderli in un unicum, così da raggiungere l’armonia ricercata.
Le opere di Fabrizio Bonato, spesso volutamente monocromatiche o bicromatiche, nascono come forme di espressione terapeutica e trasformazione interiore, esprimendo la costante necessità dell’artista di superare i limiti degli ordinari spazi bidimensionali dell’arte classica secondo una nuova e diversa soggettività visuale e figurativa.
Attraverso stratificazioni, contrasti e geometrie irregolari, Bonato esplora il rapporto tra energia, materia e memoria.
La sua produzione spazia dalla pittura materica alla scultura e al design artistico, mantenendo sempre una forte coerenza poetica ed espressiva.
Ha esposto in diverse personali (tra cui si segnala, da ultimo, Metamorfosi della Materia – Corpi di luce e cemento, ContArt Gallery Roma, con la curatela di Massimo Scaringella e Carlo Ciuffo) e collettive in Italia e all’estero (tra le quali si segnalano Dialoghi senza confini – Dieci voci dell’arte tra Italia e Argentina, Casa Argentina Roma, con la curatela di Stella Maresca e Lucrezia Febo; Biennale di Arte di Messina 2025, Palazzo del Monte di Pietà, Messina; Geni Comuni 2025 - XII Edizione e Geni Comuni 2024 - XI Edizione, entrambe presso il Museo del Presente, Rende (CS), con la curatela di Roberto Sottile e Mariateresa Buccieri; Border Crossing Hypothesis, Ufficio Culturale Egiziano Roma, con la curatela di Massimo Scaringella, Pamela Fiacconi e Shereen Badr; evento artistico benefico a cura delle Ambasciate Argentina ed Italiana in Ucraina, presso il Petro Tchaikovsky National Music Academy of Ukraine, Kiev); prendendo, altresì, parte a fiere, quali Roma Arte in Nuvola 2025, Paratissima Art Fair 2025, BOOMing Contemporary Art Show 2025.
Nel 2025, ha fatto parte della shortlist dei primi 6 finalisti del Premio speciale sostenibilità e arte Cial di Arte Laguna, con l’opera Numero 0.