Gianluca Biasi è nato a Mottola (TA) nel 1990. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bari, dove ha ottenuto i diplomi di I e II livello in Arti Visive indirizzo Pittura. Ha trascorso dei periodi di studio e tirocinio...
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Gianluca Biasi è nato a Mottola (TA) nel 1990. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bari, dove ha ottenuto i diplomi di I e II livello in Arti Visive indirizzo Pittura. Ha trascorso dei periodi di studio e tirocinio all’estero con il programma Erasmus: nel 2014 presso l’Università di Arte e Design di Cluj-Napoca; nel 2016 presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università Complutense di Madrid; nel 2017 presso la galleria Aldama Fabre di Bilbao. Nel 2012 e nel 2013 è stato artista finalista nella sezione Pittura della IX e X edizione del “Premio Nazionale delle Arti”, esponendo, rispettivamente, presso la Pinacoteca dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e presso la Sala Murat di Bari. Ancora nel 2013 è stato artista vincitore nella sezione Pittura, categoria Giovani Artisti, della V edizione del “Premio Nocivelli” con presidente di giuria Claudio Cerritelli. Nel 2015 è stato artista finalista del concorso Codice Italia Academy “Corriere della Sera-la Lettura” a cura di Vincenzo Trione e, inoltre, è stato inserito nel volume “Percorsi d’arte in Italia” curato da Giorgio Di Genova e Enzo Le Pera per Rubbettino Editore. Nel 2016 è stato artista finalista della III edizione del “Premio ArtePollino” e della IV edizione del “Premio Auditorium Città di Isernia”. Sempre nel 2016 prende parte al progetto di arte pubblica "Talking Bench" a cura di Antonella Marino e Maria Paola Spinelli, realizzato sul lungomare Nazario Sauro di Bari. Tra le altre mostre si segnalano: “Biasi - De Rosa - Ducoli. Poetiche a confronto”, Brescia, 2014; “Latin Love. Pittura tra Bari e Cluj-Napoca”, Bari - Cluj-Napoca, 2014; “Adriatica, la via dell’arte. Itinerario di un viaggio senza fine”, Macerata, 2015; "Concrete Matters", Madrid, 2016. Il suo lavoro è profondamente influenzato dall’Astrattismo geometrico e, più in generale, dalle tendenze artistiche che mirano a una definizione razionale dell’immagine. Le sue ricerche, quindi, attraverso mezzi non sempre tradizionali, abbracciano una modalità creativa improntata a rigore, metodo e studio di rapporti formali e cromatici. "In un’epoca di esaltazione del sé, di un soggettivismo quasi ossessionato dalla comunicazione coram populo di contenuti emozionali individuali, un giovane che abbracci con consapevolezza una modalità creativa improntata a rigore, metodo e serio studio di rapporti formali e cromatici, in chiave quasi puro-visibilistica, costituisce sicuro motivo di interesse, e incarna una scelta alquanto controcorrente. Inoltre mostra l’attualità di una ricerca aniconica passabile di sviluppi tutti da esplorare" (Paolo Bolpagni).