“ INTRECCI D’ARTE “ RIFLESSI DI UN ERA CONSUMISTICA LEGAMI , CONTAMINAZIONI TRA ARTE, MUSICA, NATURA, MOVIMENTO ARMONICO E RICICLO VISTE COME OPERE TRASFORMATIVE DI CURA Se penso al mio percorso artistico oggi lo potrei definire come un viaggio fatto...
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“ INTRECCI D’ARTE “
RIFLESSI DI UN ERA CONSUMISTICA LEGAMI , CONTAMINAZIONI TRA ARTE,
MUSICA, NATURA, MOVIMENTO ARMONICO E RICICLO
VISTE COME OPERE TRASFORMATIVE DI CURA
Se penso al mio percorso artistico oggi lo potrei definire come un viaggio fatto di scoperte, e di
conoscenza di sé e degli altri senza limiti , le mie mostre sono spazi volti a stimolare l’immaginario
e le mie opere tele vive che si espandono negli ambienti in cui vengono vissute.. Penso che la mia
sia un espressione multi-sensoriale e multi-canale nel senso che possa toccare le corde dell’anima e
stimolare il visitatore a 360° qualunque sia la sua contaminazione sociale e la sua limitazione fisica.
Il rifiuto e il riuso abbinato a composizioni di tipo naturalistico,corpo e musica diviene un mezzo
potente di comunicazione pluri-sensoriale creativa di un sentire attivo. Ho sempre sperimentato
spinta da una curiosità innata fatta di prove e scoperte e ad un certo punto della mia vita ho sentito
l’esigenza di approfondire questa mia peculiarità ed inclinazione attraverso tecniche trasformative
di Arteterapia tanto da iscrivermi ad una scuola triennale dove, ho scoperto con piacere, che i
materiali e le tecniche da me scelte non erano altro che atti di riparazione, trasformazione benessere
e cura. Oggi ringrazio questa mio modo di agire e intervenire sulle tele perché vedo le mie opere in
maniera diversa , con una sensibilità e conoscenza più forte e solida. Il mio modo di vivere la pittura
e la materia è come una metamorfosi generata da un flusso del sentire multi-sensoriale del
momento, una pulsione che viene da dentro e mostrata fuori attraverso l’opera. Il processo diviene
catartico e attivatore emotivo dinamico e multiforme e si nutre e rafforza attraverso continue
esperienze psicofisiologiche integrate dove il tutto diviene un unica opera che trova un equilibrio sia
estetico che emotivo. Il rifiuto abbinato ad altro materiale diviene un mezzo narrativo simbolico e
trasformativo. Mi piace riportare alcune parole di Tony Cragg dove lui racconta espressamente che
lo scarto, rifiuto dovrebbe essere visto come un semplice materiale da poter usare per realizzare
qualsiasi cosa a cui non dare giudizi negativi ma rilevanti. Per lui, come lo è per me è solo una
questione di sguardi , niente è rifiuto o materiale inutilizzabile, niente è bello o brutto, dipende solo
da come lo si guarda. Tutti in questa terra ci siamo sentiti almeno una volta rifiutati per questo è un
materiale poco considerato ma che riesce a smuovere stati d’animo ed estetica nello stesso tempo,
bilanciando entrambe le cose. Il rifiuto, ormai privo di anima o significato attraverso le mani e il
processo creativo si trasforma e si plasma generando l’opera, trova il suo posto, rivive si rigenera,
torna a brillare di luce propria. Il concetto finale, e le mie opere ne sono degne testimoni è: “ tutti
possono sentirsi ed essere valorizzati se si trovano nel contesto giusto, sociale , educativo, ecc.”
Infondo per fiorire ci vuole terra fertile non terreno arido!
le opere proposte al premio narrano le crepe:
Introduction
When you
are immersed in the violence you feel as if you were shattered, you
fall apart, the image you have of yourself becomes distorted. You no
longer know how to get out of it. Cracks, wounds, splits start to
form inside you. Sometimes you feel paralysed, as if you were the
cause of your own pain, darkness. The guilt inside you leads to
disconnection and a misperception of self-image.
The works in
THE CRACKS series illustrate the undergo of the wounds to seek within
them an imaginative and creative dialogue that helps to explore new
forms and movements that lead to rebirth.