La composizione di "autoritratto n°1" è dinamica, caratterizzata da un corpo umano abbozzato e frammentato al centro dell'opera che sembra galleggiare nel mezzo dell'oscurità. Ho utilizzato forme curve e sinuose per conferire al soggetto un senso di movimento e instabilità, suggerendo uno stato di transizione, quasi metamorfica, che rispecchia la ricerca di identità e di conflitto interiore che ho vissuto durante il periodo di realizzazione dell'opera.
I colori contrastanti e vividi, con una prevalenza di toni scuri come il nero, avvolgono la figura e creano un senso di profondità e di mistero. Gli elementi in bianco, giallo e rosso emergono dallo sfondo scuro, per richiamare l'attenzione dello spettatore e evidenziare i particolari aspetti del soggetto, come la fiamma che tiene nella mano, simbolo di rivoluzione e di protesta.
Il volto del soggetto principale che scompare in un pixel e poi riemerge con un altro volto vuole simboleggiare la pluralità dell'identità e il conflitto interiore che ho attraversato, costretto a indossare maschere diverse per adattarmi alle aspettative sociali. Il pixel infatti rappresenta la tecnologia moderna e la frammentazione dell'identità nel mondo digitale.
L'opera, che definisco come un autoritratto criptico, è quindi il frutto di un processo di auto-riflessione e di crescita personale che ho vissuto e conserva tra le sue forme tutti miei pensieri e le mie convinzioni.