L’artista
nasce nel 1956 a Canepina in provincia di Viterbo, Italia. Si diploma
all’Istituto d’Arte di Civita Castellana e frequenta sino al III anno
l’Accademia di Belle Arti di San Lorenzo da Viterbo con successivo
conseguimento di Laurea in Conservazione dei beni culturali, indirizzo storico
artistico – contemporaneo, presso l’università della Tuscia di Viterbo.
L’artista ha continuato a ricercare il proprio linguaggio artistico approdando
a un astratto denominato da lui quantistico o poetica dell’onda, nato dall’
interesse per una cultura scientifica, che riguarda la fisica quantistica o
teoria dei Campi, per dare una risposta alle domande esistenziali fuori dai
teoremi filosofici della metafisica.
Il Campo è
la sua tela bianca dove lentamente l’artista si decompone, si amalgama, si
appiccica tra le setole del suo pennello. Il suo cammino tra le onde è solo
all’inizio. La pittura è una illusione concreta dove le forze e gli elementi
interagiscono e l’artista cerca di interpretare, con i suoi esperimenti
mentali, quei fenomeni conosciuti nel bizzarro mondo, contro- intuitivo dei
Quanti, secondo la sua sensibilità.
Nelle proprie opere cerca di rendere
visibile l’invisibile. Il tratto
distintivo della sua pittura è la pennellata nervosa, vibrante, curvilinea,
deliberatamente parkinsoniana che attraversa la materia del colore come la luce
attraversa lo spazio, una pennellata di fotoni che si propaga in modo
ondulatorio. Il colore diviene materia scolpita, creata da un tratto di
pennello mosso da uno stato di tensione permanente. Il corpo nero che in fisica assorbe,
intrappola tutte le radiazioni elettromagnetiche, è come un suo quadro in cui
si percepisce il respiro della materia, del vuoto quantistico, dove tutto
fluisce con la danza delle particelle. I quadri neri, neri non sono: come la notte quantistica,
oscura fino all’apparire di fotoni, quanti ed elettroni.
Il vuoto è l’unico stato della materia in cui
tutte le cose accadono, lo stato del possibile e a tutti questi processi ha
dato il nome di Astratto quantistico o Poetica dell’Onda. Il fine dell’artista
è quello di allargare il proprio orizzonte aprendo una finestra che dissipa il Velo
di Maya cercando con le proprie opere una relazione tra l'essere e il nulla,
tra quel processo dei campi quantistici, dove le loro interazioni producono
nuove particelle, assumendo diverse forme nella materia.