L’approccio alla fotografia di Acerbi, autodidatta, da sempre in simbiosi con la macchina fotografica, è immersivo, immediato, spontaneo. Dalle sue opere emerge in maniera forte quel senso di libertà derivante dal suo modo di intendere la vita che si manifesta...
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L’approccio alla fotografia di Acerbi, autodidatta, da sempre in simbiosi con la macchina fotografica, è immersivo, immediato, spontaneo. Dalle sue opere emerge in maniera forte quel senso di libertà derivante dal suo modo di intendere la vita che si manifesta in uno stile fotografico lontano dai dogmi, dalle convenzioni e dalle rigidità tecniche. Per lui, viaggiatore esperto, la macchina fotografica è un mezzo attraverso cui dare voce e immagine a ciò che vede e vive. Nelle sue opere la sostanza prevale sulla forma, l’urgenza creativa e la passione si impongono sulla perfezione tecnica. Per cui non importa se un’inquadratura non è perfetta o se l’immagine è leggermente sfocata, quello che conta è mescolarsi alla realtà, vivere e cogliere letteralmente l’hic et nunc. Obiettivo che l’artista raggiunge e amplifica rifiutando gli scatti multipli. Infatti, pur usando una reflex ogni opera è figlia di un solo scatto, come se la purezza de l suo sguardo si andasse a imprimere, senza filtri, direttamente sulla carta fotografica. In un processo creativo che conferisce alle immagini quella genuina freschezza che si respira nella mostra. All’opposto, l’accuratissima modalità di stampa, genera un ossimoro, creando un corto circuito emozionale che rapisce lo spettatore.Nelle fotografie di Acerbi non c’è nulla di premeditato, tutto accade.