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CATEGORY

Sculpture & Installation

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YEAR

2018

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PRICE

Not for sale

ABOUT THE WORK

GRAVIDA NUBE Nube: elemento per eccellenza instabile, incostante, multiforme, caratterizzato dal dinamismo perenne e senza fine. L’aggettivo gravida accentua le impreviste potenzialità e fa presagire un imminente rovesciamento abbondante. Gravida nube come possibilità di contenimento ma anche di apertura, di estroversione, di rottura, di lacerazione, di disintegrazione, di perdita. Nelle lunghe interminabili estati nella solitudine della mia infanzia e adolescenza, tempo immobile, sorta di buco nero, di ferita ancora da rimarginare, ero attratta dalle nubi per la loro dote di trasformarsi, di creare strane conformazioni somiglianti ad animali o mostri in continua metamorfosi. La mente e la fantasia erano sollecitate e forte il desiderio e il sogno di afferrare l’inafferrabile o diventarne parte nella libertà del cielo. La condizione d’isolamento psicologico e umano in cui sono cresciuta mi porta a una lotta tra l’aspettativa che la chiusura e l’auto-contenimento siano garanzia di una non aggressione esterna per sopravvivere e la volontà di una incessante messa in gioco nonostante la certezza dell’unicità umana.  In questo si rinnova la ferita. Ferita, sorta di rottura che permette il superamento dei limiti individuali e condizione di una possibile comunicazione, apertura, estroflessione. Ferita, essenza del processo creativo e condizione mentale che è all’origine dell’arte. L’opera come resistenza attiva, come azione e re-azione, come processo di elaborazione dell’identità che procede ben oltre l’adolescenza, costante ferita tra una dimensione interiore, insondabile, e il mondo con la sua violenza.  L’opera come luogo in cui si materializza il trauma attraverso l’immaginazione, strumento essenziale della mente, un fondamentale modo di pensare, un indispensabile mezzo per partorire continuamente se stessi attraverso l’esercizio dell’arte come esperienza di libertà. “Ci stiamo impegnando nell’impresa più fondamentalmente umana di tutte, la ricerca della felicità.  Non il perseguimento del piacere, che qualunque criceto può fare, ma la ricerca della felicità.” (Ursula K. Le Guin) E l’augurio e il sogno che tutti possano trovarla.