Rincorrendo l’orizzonte la vista si perde nella vastità del paesaggio, il mondo si dissolve nel sentimento della luce, il pensiero si libera dalle catene del tempo e della parola e scopre un nuovo linguaggio fatto d’indeclinabili epiteti. L’essere riscopre se stesso nell’infinito silenzio di un mondo senza memoria e la voce dell’io, accarezzata dal vento, diviene inavvertibile. Tuttavia, ormai, come quei sogni che fuggono alle prime luci del mattino, questo luogo, un tempo tanto familiare, s’è svelato nella sua natura illusoria, lasciando spazio ad una terra solitaria arsa dal sole cocente dove il ricordo diviene nostalgia.