GAMBASIN GIOVANNI
PITTORE E FOTOGRAFO - SURREALISTA, PITTORE DEL SOGNO FANTASTICO.
Così Giovanni si racconta, in una breve intervista informale, con lo sguardo che si perde sul profilo dei colli asolani, di fronte alla villa settecentesca dove ha il suo atelier (Treviso).
“Cercavo il Surrealismo prima ancora di conoscerlo.
A 17 anni pensavo che un dipinto fosse come la pagina di un libro. Ma non volevo scrivere solo una pagina, ma diverse pagine della stessa immagine.
Fu il momento della mia vita in cui cercai (o mi illusi) di trovare dentro di me una risposta ai grandi temi della vita: la nascita, la morte, il giudizio dell’uomo sull’uomo, la religione, la rigidità della vita, il pensiero.
Attraverso la rappresentazione del sogno ho iniziato ad essere surrealista, quando ancora non conoscevo l'esistenza del movimento.
A vent’anni, mentre ero coscritto e mi trovavo chiuso in un sottomarino, mi imbattei casualmente nella quarta di copertina di un settimanale, dove era raffigurato il dipinto “Giraffa in fiamme” di Salvador Dalì.
A quella vista mi sono detto: “Questo è ciò che voglio proporre nelle mie opere, queste sono le pagine del libro che voglio dipingere”.
Da allora mi sono immerso nella conoscenza della storia del movimento surrealista e degli altri movimenti ad esso adiacenti: Dadà, Metafisica ecc...“
La mia ricerca prosegue da più di cinquant'anni nel tentativo di dipingere/immaginare il contrasto tra vita e sogno.
Gambasin ha esposto in numerose città, tra cui Roma, Venezia, Padova, Treviso, Milano, Messina e Asolo. All'estero, in Germania: Galleria Onil Brema, Bellingen Art Group, Mindleim Rathaus, Galleria Berlino (Virtuale). In Corea museo Fantapia, Londra presso ErotikArt, in Svizzera, Banja Luka, Pocitelj Bosnia, Korcula e altre località.
Ha partecipato a più di 320 mostre collettive e concorsi di pittura.
Nel 2021 ha ricevuto il Premio d’Arte del Comune di Canale Monterano e dell’Università di Roma.
Nella pittura a olio utilizza, nella rappresentazione del sogno, l'antica tecnica della velatura, con veli leggeri e trasparenti, mentre la vita è rappresentata con tonalità forti e scure su rigide strutture geometriche. In un periodo della sua storia artistica aveva sperimentato anche l'arte tridimensionale della ceramica e la Digital-Art.
Le sue opere mantengono sempre la perfezione del tratto e una vena fantastica/surreale meditativa.
La serie di disegni qui presentati segna il ritorno di Gambasin, dopo un lungo periodo di inattività, alla produzione artistica di miniature a matita e spigolo colorato.
Nonostante le differenze tecniche rispetto al passato, in esse permane la presenza della dimensione del sogno, inteso come pensiero, e realtà in un rapporto di contrapposizione e, al tempo stesso, di dialogo.
Nel loro insieme queste opere, complice anche la loro piccola dimensione, possono sembrare tutte molto simili, ma ad un esame più attento si notano le particolarità che rendono ogni opera unica.